Rieccomi qua, mi sono deciso. I tasti sono maledettamente pesanti. Mi intimoriscono. O forse mi intimorisce il pensiero di scrivere.
Ah. Nel caso qualcuno se lo chiedesse, ebbene no, non ho altri diari et simila su cui scrivere. Ho questo e basta. Credo che sia la mia mentalità di artista, quindi una mentalità egocentrica ed in parte esibizionista, a spingermi a pubblicare tutto. Bho. Ma non é di questo che voglio parlare.
Forse, il pensiero di scrivere mi intimorisce perchè quando scrivo mi rendo conto di tante cose. Troppe forse. Lo stesso accade quando suono. E non é che ultimamente suoni molto. Anzi, faccio fatica. Credo di essere ormai condannato ad un’ instabilità morale ed emotiva perpetua; il che ha i suoi lati positivi, ma anche i suoi lati negativi. E’ emozionante vivere sulle montagne russe. Anche un semplice abbraccio si carica di significati. Inseguire i piccioni, spaventali e farli volare via ti fa ritornare bambino, anche se in fondo non lo sei mai stato. E vorresti che quei 15 minuti dopo scuola prima che suo padre arrivi a prenderla per portarla a casa non finiscano mai, anche se siete entrambi stanchi per le 5 ore di blateri ed infreddoliti dal gelo invernale. La vita é bella, se si inseguono i propri sogni. E mi paiono così stupidi quelli che non lo capiscono.
Certo é che vivere la vita in questa maniera non é semplice. O meglio, per nessuno di noi, qualunque sia il modo in cui si affronta l’esistenza, é semplice. Le difficoltà ci sono sempre. Cambia (e radicalmente) il tipo di difficoltà. Inseguire i propri sogni non é semplice. La strada é piena di muri: “Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri”. Si, sempre lui, vedi sotto. E’ difficile perchè, per quanto le persone che ti amano cerchino di aiutarti, alla fine sei solo. Sono solo. Ma condividere appieno i miei sogni con qualcun altro non farebbe altro che sminuirli. Non per colpa dell’ interlocutore, ma per colpa della mia incapacità di comunicare, derivata principalmente da un senso di protezione. Esporsi é pericoloso. E tutto il Sogno può crollare, improvvisamente. E dobbiamo renderne conto a noi stessi. Devo Renderne conto a me stesso. I Sogni sono l’ultima cosa che mi rimane. Almeno, credo. Nella vita scolastica ho fallito ampiamente e miseramente. Continuo a dubitare di me stesso, in continuazione; ma c’é qualcosa che mi sprona ad andare avanti. Forse la stessa cosa che mi tira indietro. La convinzione che dentro ognuno di noi ci sia qualcosa da dare al mondo. Che bisogna solo trovarlo e tirarlo fuori, in faccia a tutto e a tutti. Ma é un rischio enorme da correre. Però va corso.
Per questo ho paura di scrivere, di Creare. Perchè significa mettere in discussione i miei Sogni; ed ho paura di perderli. Ma se non mi espongo, non potrò mai realizzarli. E qui entra in gioco la bassa autostima causata dai precedenti bla bla bla bla. Dio che palle. Devo rassegnarmi e correrli. Quindi non sorprendetevi se avrò un umore di merda o se sarò intrattabile, o vi manderò affanculo o altro. Una volta che mi sarò sbloccato suppongo che andrà meglio. Sempre che ciò accada. Ma mi servirebbe una gran bella motivazione per ricominciare se dovessi fallire anche qua. Ma fallire clamorosamente anche questo, forse l’unica cosa di cui mi importi davvero . . . no.
Non per come ci metto anima e corpo. Non per tutte le lacrime che mi ha fatto, e che mi farà, versare. Non per tutte le notti insonni passate a rimuginarci sopra. Non per la fatica a fare i calli. Non per la fatica che ho fatto per ammetterlo ad un altra persona. No.
Fanculo il mondo, all’ alba io Vincerò.
E chi capisce la citazione é bravo.
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Visto che non voglio andare a nanna, e che non ne ho ancora parlato, é doveroso, da Blogger quale sono, il consueto post di fine/inizio anno.
Mi sembra ieri quando scrissi il post di inizio 2009. Era un post carico di speranza. E’ curioso come non si riesca assolutamente a prevedere l’andamento di un anno. Certo, si spera che sia un bell’anno, si fanno i relativi pronostici, ma niente va come noi avremmo voluto. E penso sia un bene.
Il mio 2009 é stato un anno fottutamente intenso: ho trovato una ragazza fantastica a cui voglio un bene dell’ anima (e cristo, facciamo 9 mesi a breve, non sono mica pochi *_*) e sono riuscito a mantenere delle bellissime amicizie. Curiosamente, credo proprio a causa del mio fallimento scolastico, ho sperimentato la solitudine dell’animo. Mi sentivo smarrito, perso (come mi sento adesso; tuttavia é comunque un sentimento in evoluzione). Ricordo ancora le bellissime uscite di casa alle 5 della mattina, dopo una notte passata in bianco, passeggiando per ore nella campagna. Le chiamavo “gite di riflessione”, ma non pensavo affatto. Vagavo, vagavo, vagavo senza meta. Come se volessi fuggire. Poi mi sedevo sul ciglio della strada, preferibilmente quelle ampie strade poco trafficate di collina, in salita, e solo allora riflettevo, assaporando la fredda aria della mattina. Guardavo il cielo con occhi stanchi, che nemmeno hanno il diritto di esserlo. Ma lo erano.
Però é passato in fretta. Neanche tempo di salutare l’estate ed eccoci di nuovo qui, ad un anno di distanza.
Se devo ringraziare il 2009 di una cosa, devo ringraziarlo per avermi aiutato a formare il mio carattere. Spero che il 2010 continui in questo. Non mi sento ne maturo ne altro; cresciuto quello si, ma ne ho ancora tanta di strada da fare.
Giusto, che chiediamo al 2010? Intanto vorrei un po’ meno saliscendi emotivi. Iniezioni di fiducia e crolli improvvisi: é stressante. Vorrei che in Amore tutto continuasse ad andare bene, e vorrei che questo nuovo anno mi metta un po’ di sale in zucca e buonsenso. Ci sono delle cose che ho perso durante questo 2009, ma preferisco quello che ho guadagnato.
Yawn, é tardi, sto crollando. Me lo auguro da solo: in bocca al lupo.
Crepi.
Feltre, notte di Martedì 26 Gennaio 2010, ore 03.17