Venerdì 16 Luglio 2010. Ore 1:55.
Sveglio.
Solo al mare in un campeggio con amici, e stiamo festeggiando due diciottesimi compleanni. Giornata agrodolce, complice soprattutto lo smarrimento del mio telefono cellulare, e ci tengo abbastanza a quel coso, visto che buona parte della mia vita sociale si lega ad esso. E poi ci sono tanti ricordi… vecchi messaggi colmi di speranza, chiamate fatte nel cuore della notte, in lacrime, in cerca di conforto.
Ho appena terminato di ascoltare F#A# Infinity dei Godspeed You! Black Emperor, uno dei miei dischi preferiti di sempre. Ma figurarsi, faccio fatica ad addormentarmi nel tenero abbraccio delle coperte del mio letto, come diavolo faccio ad addormentarmi su di un telo?
Forse è proprio la notte, ed il mio bellissimo e terribile rapporto con essa a rendermi diverso dagli altri. Quanti di noi hanno realmente la possibilità di passare molto tempo in completa solitudine, a tu per tu con noi stessi? Oltre agli eremiti, mi vengono subito in mente gli insonni. L’insonne è solo nella notte. E qui scatta il terribile gioco. Potrebbe darsi che l’‘insonne (o quantomeno IO), mano a mano che il buio avanza, cominci a sentire lentamente una lunga ombra scendere su di lui. Perché sa che sta per arrivare quel momento nella quale il normale essere umano riesce a trovare conforto nella pace apparente del sonno. E un modo per fermare la giornata, fare andare avanti le lancette, dire “Ok, domani si ricomincia. Ma Domani, per oggi basta”.
Per l’insonne arriva invece il momento del confronto. E dopo una giornata passata a confrontarsi con il mondo esterno, ecco sopraggiungere il Daimon interiore, che lo costringe ancora ed ancora ad interrogarsi, a ricercare soluzioni, o semplicemente a pensare. E se da un lato può effettivamente essere molto utile avere tutto questo tempo a disposizione, dall’altro è un esperienza che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico.
Credo che l’insonnia sia l’esperienza più vicina alla follia che possa provare un sano.
Perché rapidamente il grande tempo datoci per esaminare noi stessi diventa eccessivo, e cominceremmo a riesumare scheletri sepolti da tempo, fantasmi scacciati ere fa; e che il passato ritorni non è mai una buona cosa.
E anche se suono o scrivo nella solitudine, comunque il mio Daimon continua ad interrogarmi, a punzecchiarmi, a far si che io stesso sia il tormento della mia anima. Il che contribuisce a rendermi una persona piuttosto sola, intendiamoci. E non riesco più a sopportarla, la solitudine. Per certi versi fa comodo: evito il contatto ravvicinato con le persone, abbassando il rischio di ferirmi nuovamente.
Finisco per chiudermi anche con tutte quelle persone che mi sono vicine e che mi vogliono bene. Da un lato mi lamento perché mi ritengo solo, dall’altro faccio di tutto per esserlo. Non ha senso.
Forse ho anche bisogno di cambiare aria. Sempre più ambienti diventano saturi di ricordi, e questi impediscono nuovi inizi, o quantomeno evoluzioni. Sia da parte mia che da parte degli altri. Non riesco più a frequentare certi ambienti o compagnie (anzi, un ambiente in particolare) senza venire investito da un autentica valanga di ricordi. Certi sono bellissimi ricordi, altri orribili, ma visti dal mio attuale punto di vista sono tutti molto brutti; non riesco infatti a prendere un ricordo per l’istante di allora. Se un tempo ero felice e adesso non lo sono più, ricordare quella perduta felicità (o presunta tale, mi verrebbe da aggiungere) non può che farmi soffrire.
Intanto la notte prosegue. Sono ormai le 3.30, ed ho appena intrattenuto una piacevole conversazione con Ale, di notte il guardiano del campeggio, di giorno massaggiatore a cavallo fra Jesolo e la Thailandia.
Evidentemente vedere un ragazzo curvo su di un Macbook nel cuore della notte ti spinge a porti delle domande. Persona gentile in ogni caso.
Anche la stesura dei testi prosegue. Sto producendo una serie di bozze, che poi andrò a montare in via definitiva in contemporanea alle musiche. Tuttavia è meglio arrivare con uno straccio di idea in testa. Devo dire che sono piuttosto soddisfatto, nonostante alla fine il tempo e soprattutto l’ispirazione non è che abbondino. O meglio, non tanto l’ispirazione in se, quanto la voglia di rimettersi nuovamente a rimuginare su se stesso. Riconosco che questa è una bella fregatura, ma mi sto facendo forza e sto caricando il muro a testa bassa.
Probabilmente tutte queste cose rendono l’attuale periodo difficile da vivere. Non è che sia particolarmente brutto, alla fine credo di aver passato di peggio, tuttavia è comunque abbastanza brutto da farmi stare molto male; ma ho anche avuto delle esperienze fantastiche, che senza dubbio rimarranno bei ricordi. I discorsi sull’essere nel giardino di una villa abbandonata hanno un certo fascino, specie se accompagnati da ingenti dose di Prosecco che, pur non essendo buonissimo, ha pienamente adempiuto al suo scopo. E poi diciamocelo, oltre una certa soglia tutto diventa buono.
Voglio chiudere questo post e tentare un ulteriore ricerca del mio amato telefono. Se poi questa non dovesse andare bene ho sempre quella di domattina mentre leviamo la tenda… sperando sempre che sia li, da qualche parte. E si, forse tentare di dormire un poco, anche se la vedo dura.
Le zanzare hanno banchettato con le carni del sottoscritto. I becconi prudono.
E con questa perla ed 881 parole scritte, direi che potremmo salutarci. Al prossimo aggiornamento dunque, sperando io che sia un po’ più disteso.
17 luglio 2010 at 5:31 pm
Mi dà terribilmente fastidio ammetterlo, ma una notte fa ho sperimentato anch’io l’insonnia, causa caldo e cervello in hypermode. Addormentarsi quando il sole già si affaccia a Oriente sembra per l’ennesima volta così innaturale; ci si rende sempre conto che non si prenderà mai completamente confidenza con lo stato d’animo che in quelle ore sopraggiunge. Come di fronte all’ansia ci si ritrova sempre inermi, per quante volte l’incontro ravvicinato possa avvenire. Quanto al resto, quello che hai scritto è totalmente condivisibile. I miei commenti sono fastidiosi come un battaglione di zanzare e di tafani, ma questa volta mi sono ritrovata nel post quasi completamente.